Il progetto del Movimento 5 Stelle è distrutto. Ora si crei spazio di confronto fra chi ha in mente un modello di mondo differente

Il progetto nato per portare i cittadini nelle istituzioni e disarticolare il sistema politico è finito, morto e sepolto. Distrutto dai personalismi e dalle ambizioni di quella che negli anni è diventata la classe dirigente del M5S.
Il Movimento 5 Stelle affonda con percentuali ridicole (2,5% di media nei capoluoghi in cui ha vinto insieme agli ex nemici del PD) proprio mentre l’ex capo politico Di Maio fonda il suo partito e si avvicina ad un centro già popolato dai vari Calenda, Renzi e Toti e l’attuale responsabile del “finto nuovo corso”, Conte, si affretta a confermare che il sostegno al Governo Draghi non è in discussione.
Non poteva esserci epilogo peggiore: lo strappo di Di Maio ha segnato la fine dell’esistenza di forza politica in agonia da anni e che ha smantellato un punto alla volta il proprio programma.

Tutti sono ugualmente responsabili di quello che è successo. Il vero M5S è fuori, da un pezzo. E sarebbe ora che si facesse sentire, per spazzare via tutti (contiani e dimaiani, senza distinzioni) e ripartire da quello che era.
L’attesa di un nuovo leader non fa che rallentare il processo di ripartenza ed allontanare definitivamente dalla politica attiva tutti coloro che invece avrebbero ancora voglia di mantenere vive le idee da cui si era partiti. E’ sufficiente uno spazio di confronto fra chi ha in mente un modello di mondo differente e non trova collocazione in nessun contenitore, tantomeno vicino a questo governo di guerrafondai. Pace, ambiente, giustizia sociale, sanità e istruzione pubblica. E’ tanto difficile?
I delusi del M5S sono sparsi, delusi e arrabbiati, ma sono tanti. A certificarlo è un astensionismo da guinnes dei primati: è impensabile disperdere un simile patrimonio di impegno e volontà di cambiamento.

Francesca Frediani, Consigliere regionale Movimento 4 Ottobre Piemonte

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